Vans Alte

Migliore Vans Alte - Fino al 60% di sconto. abbiamo oltre 1000 tonalità in stock.

Per produrre le Futurecraft Biofabric, Adidas collabora con AMSilk, un’azienda tedesca che realizza un tipo di fibra sintetica chiamata Biosteel simile alla seta naturale (un materiale biodegradabile), Ha anche altre qualità piuttosto utili per una scarpa da ginnastica: è molto resistente ed è il 15 per cento più leggera di una fatta con vans alte polimeri tradizionali, Wired scrive che il Biosteel viene realizzato a partire dalla fermentazione di batteri geneticamente modificati: il processo produce un sostrato di polvere che viene poi trasformato in filato da AMSilk, Il procedimento avviene in laboratorio e richiede una quantità di energia e combustibili fossili molto minore rispetto a quella richiesta dalla plastica tradizionale..

AMSilk produce anche una soluzione fornita in piccole bustine che permette di sciogliere le scarpe facilmente vans alte nel lavandino di casa in due ore, quando saranno troppo usurate (cioè dopo un paio d’anni di utilizzo intenso, secondo Adidas), James Carnes, direttore creativo di Adidas, è consapevole che «la maggior parte delle persone non compra un prodotto con in testa l’idea che si scioglierà», ma è fiducioso che le cose cambino: «prima la moda di lusso dava valore a cose pesanti, rigide e solide, ma lentamente è cambiata, finendo per proporre altre cose, Ora per esempio se compri una giacca ti aspetti che sia impermeabile e leggera»..

Le Futurecraft Biofabric sono solo l’ultimo tentativo di Adidas di rinnovare la sua offerta di scarpe: le Futurecraft Tailored Fibre sono realizzate con una tecnica di cucitura industriale impiegata per i sedili delle auto; le Trainer Superstar sono prodotte con un unico pezzo di pelle mentre nel 2017 metterà in vendita un milione di Adidas x Parley, realizzate riciclando plastica recuperata dagli oceani, Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa vans alte delle cose in più, e migliora il mondo..

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove. Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli. È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta. Scelti da "Business of Fashion": quello discusso di Kenzo, uno sui sette peccati capitali, e quello di Burberry che sembra un film di Hollywood

È la più grande retrospettiva italiana su vans alte uno più più innovativi e influenti fumettisti contemporanei, visitabile fino al 7 gennaio Un articolo del Guardian ha raccontato gli abusi subiti per anni da un ex calciatore, e ora ne stanno venendo fuori altri: tutti accusano la stessa persona.

Vi sarà capitato di leggere sulle cerniere dei vostri pantaloni o delle vostre giacche la sigla YKK. E forse non ci avete mai fatto caso ma la potreste trovare anche sulle zip di zaini, astucci e portafogli, indipendentemente dalla ditta che li produce. YKK (Yoshida Kogyo Kabushikikaisha) è una ditta giapponese che produce cerniere dal 1934, lo stesso periodo in cui le zip vennero impiegate nell’industria della moda prendendo il posto dei bottoni, nonostante fossero state inventate quasi ottant’anni prima. Oggi le zip vengono prodotte in tutto il mondo con una marcata diversificazione geografica: le aziende europee si occupano soprattutto di quelle per i vestiti e gli accessori di lusso, mentre la maggior parte viene realizzata in Asia, con la YKK e la rivale cinese SBS che si spartiscono il mercato.

La storia delle cerniere iniziò nel 1851, quando l’inventore Elias Howe depositò il brevetto di una “chiusura automatica e continua per vestiti”, Howe era già celebre per un’altra invenzione importante, quella della macchina da cucire, ed è forse per questo che non commercializzò anche questa nuova idea, Ci pensò molti anni dopo un altro inventore, Whitcomb Judson, che nel 1893 presentò vans alte alla fiera mondiale di Chicago un progetto molto simile a quello di Howe, Il disegno sul brevetto di Judson raffigurava una chiusura per le scarpe, ma nel testo di accompagnamento si prevedeva già un suo utilizzo per altri oggetti come guanti, corsetti, lettere e borse, Essendo il primo ad averlo messo sul mercato, Judson è considerato l’inventore della zip..

Fu poi Gideon Sundback, un ingegnere elettrico di origini svedesi, a migliorare il prototipo e renderlo più simile alle cerniere che utilizziamo oggi, Il nome “zip” fu inventato dalla società B, F, Goodrich, che utilizzò le cerniere di Sundback per gli stivali di gomma che produceva e che iniziò a chiamare “gli zipper”, Oltre agli stivali, le cerniere furono usate per i portatabacco e, solo dal 1925, per le giacche di pelle dalla ditta Schott NYC, Cinque anni più tardi vennero utilizzate nei capi di abbigliamento per bambini così da renderli più autonomi nel vestirsi, Il momento di svolta fu però il 1937, quando la zip superò i bottoni nella “battaglia delle patte”: gli stilisti francesi, infatti, iniziarono a inserirle sempre più spesso nei pantaloni da uomo vans alte al posto dei bottoni, mentre la rivista di moda  Equire dichiarò le zip “l’idea più innovativa nel confezionamento di capi a uomo”..



Messaggi Recenti