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Il sito HighSnobiety, uno dei più seguiti magazine online di “lifestyle”, ha scelto le migliori 30 sneaker uscite nel 2015: i lettori del sito possono votare le loro preferite e prima di Natale verranno annunciate quelle che hanno vinto, Il mercato delle sneaker, cioè le scarpe da ginnastica, negli ultimi anni si è allargato notevolmente soprattutto negli Stati Uniti, Le principali marche – Nike, Adidas, Puma, Reebok, New Balance e Diadora – ogni anno producono nuovi modelli o riedizioni di vecchi classici, e spesso l’uscita di un nuovo modello genera grandi attese tra i molti appassionati: la letteratura sul tema negli Stati Uniti è molto prolifica, fila e ci sono diversi siti specializzati in recensioni e notizie sulle nuove sneaker in commercio, Recentemente Francesco Pacifico ha raccontato su  IL, il magazine del  Sole 24 Ore, cosa significa essere “ossessionati” da questa moda e cosa vuol dire collezionare scarpe da ginnastica, Alcuni modelli nella classifica fanno parte di edizioni limitate, create in collaborazione con stilisti, designer o personaggi dello spettacolo, e il prezzo di alcuni modelli può arrivare fino a diverse centinaia di dollari..

Dal 2010 fila gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo, E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove, Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post, Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli, È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post, È un modo per esserci, quando ci si conta..

Nei poster realizzati da Federico Mauro: da Cenerentola a Marty McFly Uno studio sulle scarpe acquistate da 135mila fila corridori e le loro recensioni dice il contrario, ma forse c'entrano anche le aspettative Al primo posto della classifica del Sole 24 ore sulla qualità della vita c'è Bolzano, ma Milano ha fatto un gran balzo; l'ultima è Reggio Calabria.

Vogue è la rivista di moda di riferimento in tutto il mondo e da anni è molto criticata per lo standard di bellezza molto rigido e uniforme che promuove: donne bianche, giovani, eterosessuali e magrissime, raffigurate in immagini molto photoshoppate. Per questo il numero di gennaio dell’edizione americana sta facendo molto parlare, vista la notevole attenzione rivolta alle minoranze: il numero si intitola “Be Yourself” (“Sii te stesso”) ed è dedicato a 44 notevoli personalità del mondo della moda, della musica, del cinema, dell’arte e dello sport delle più svariate etnie, taglie, religioni e orientamenti sessuali. Ci sono per esempio l’attore ghanese Abraham Attah, la modella plus-size Tess Holliday e l’attrice transgender Hari Nef, la prima transgender a firmare un contratto con l’agenzia di moda IMG Models Worldwide (una delle più grandi e conosciute al mondo), famosa anche perché interpreta il personaggio di Ali nella serie tv Transparent. Tra le altre, anche la tennista Alizé Lim, la modella-cantante-attrice Zendaya e la giornalista iraniana Masih Alinejad, fondatrice di My Stealthy Freedom, un’associazione che promuove i diritti delle donne iraniane e che a maggio ha pubblicato su Facebook una sua foto senza hijab (il velo) per incoraggiare altre donne a fare lo stesso.

La decisione di Vogue di aprirsi alle minoranze è dichiarata esplicitamente nell’editoriale dalla direttrice Anna Wintour: «Tutti i principali cambiamenti sociali che abbiamo provato di recente ci spingono verso un posto di maggior inclusione, tolleranza e rispetto per chi è diverso, Per questo anziché il nostro tipico numero di gennaio che stabilisce fila le tendenze della prossima stagione abbiamo deciso di fare qualcosa di completamente diverso, qualcosa che riflette non solo le passerelle della primavera 2016, ma anche i cambiamenti del tempo in cui viviamo»..

Un video di presentazione del numero di gennaio: http://dp8hsntg6do36.cloudfront.net/56718dc3ff2afb3f58000011/4c1ae162-e4db-4207-8280-a1f2771a2dbflow.mp4 Quartz scrive che nel 2015 il mondo della moda e dei giornali è stato più attento del solito alle minoranze: ci sono state per esempio la copertina di Vanity Fair con Caytlin Jenner e la decisione di Celine e di Victoria’s Secret  di far sfilare due modelle afroamericane con i loro capelli naturali anziché con i boccoli tipici delle ragazze bionde americane.

Karly Loyce alla sfilata di Celine (BERTRAND GUAY/AFP/Getty Images) Una recente ricerca di Fashionista mostra però che il tema della  diversity – cioè l’attenzione e la rappresentazione delle minoranze – sulle copertine americane non è stato più presente del solito: nel 2014, su un campione di 137 numeri di riviste di moda, le copertine con modelle nere erano 27; nel 2015 sono state 27 su 136 (praticamente invariate, in percentuale dal 19,7 per cento al 19,8 per cento), In Italia il tema è poco sentito e se ne è parlato in termini di appropriazione culturale in occasione della sfilata di Valentino durante la settimana della moda di Parigi: gli stilisti Maria Grazia fila Chiuri e Pierpaolo Piccioli sono stati accusati di aver semplificato eccessivamente la cultura africana, facendo sfilare le modelle con le treccine tra i capelli, come nei più diffusi stereotipi..

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